Francesco Maria Mezzogori è un giovane appassionato di monta da lavoro: lo abbiamo conosciuto a Città della Pieve, alla biblioteca equestre delll’associazione Pievecavalli, e ci ha incuriosito parlandoci della ‘Disciplined Ride’.
Tra un libro preso in prestito e l’altro ci ha fatto piacere trovare tanta determinata passione per una tecnica così particolare.
Ne abbiamo approfittato per farci raccontare da Francesco qualcosa su Pat e Deb Puckett, due maestri del Californio Style e figure centrali nel panorama internazionale.
Francesco, chi sono Pat e Deb Puckett e perché li ritiene così importanti?
«Pat e Deb Puckett sono, a mio avviso, due dei più grandi horseman e horsewoman viventi. Questo si percepisce chiaramente attraverso il loro canale YouTube, “Pat & Deb Puckett”, dove condividono gratuitamente tutto il loro sapere, senza trattenere “segreti” o scorciatoie tecniche.
Il loro obiettivo è permettere a chiunque di migliorare il rapporto con il proprio cavallo, rendendo il lavoro un piacere per entrambi. Per chi lo desidera, il percorso può arrivare fino alla formazione di un bridle horse finito, gentile e disponibile».

Ci può raccontare qualcosa in più su Pat Puckett e sul suo percorso di formazione?
«Pat ha oltre 50 anni di esperienza come cowboy e rancher. Ha vissuto il cavallo nella quotidianità del lavoro vero, sviluppando una comprensione profonda di quel rapporto di amicizia di cui spesso parliamo.
È rimasto fedele agli insegnamenti di Tom Dorrance e Ray Hunt, applicandoli nello stile più elegante della tradizione western: il Californio Style. È un maestro nella transizione “Jaquima to Freno” ed è, a mio parere, un grandissimo esperto nell’uso dell’hackamore.
Per lui l’hackamore non è uno strumento di leva, ma un segnale. Il famoso “feel” viene trasmesso fin dai primi passi del puledro e lo accompagna per tutta la carriera».

Nel suo racconto emerge anche il tema della stockmanship.
«Assolutamente. Pat porta avanti la stockmanship di Bud Williams, basata su una gestione del bestiame a basso stress. Questo approccio non solo rende il lavoro più sereno per i bovini, ma ha effetti molto positivi anche sui cavalli.
Quando il cavallo comunica con il bestiame attraverso un linguaggio corporeo coerente, si sente parte attiva del lavoro. È anche da qui che nasce una delle sue frasi più famose: “Horses are sensitive, people are not”. È un invito all’umiltà e alla consapevolezza».
Quali sono i principi fondamentali della “Disciplined Ride”?
«Pat riassume molto del suo pensiero in tre mantra: “Caballo primero, vaquero segundo”, “How can I present myself to my horse?” e “Be true to yourself”.
Il primo mette il cavallo al centro: prima il cavallo, poi il cavaliere. Non si tratta di usare l’animale come mezzo, ma di collaborare con lui.
Il secondo è una domanda che Pat si pone sempre: come posso presentarmi al mio cavallo affinché comprenda chiaramente ciò che gli sto chiedendo?
Il terzo, per me il più importante, è un invito all’onestà verso se stessi. Se qualcosa non funziona, dobbiamo chiederci dove abbiamo sbagliato noi, non attribuire la colpa al cavallo».
Che cosa significa “montare attraverso lo scheletro”?
«È un concetto centrale nel suo metodo. Significa creare comunicazione attraverso struttura, equilibrio e postura, fino ad arrivare a quella che lui chiama “The Invisible Ride”: una dimensione in cui cavallo e cavaliere si muovono come un’unica entità.
Qui entra in gioco il “feel”, cioè la capacità di percepire gli stati d’animo del cavallo e comunicare con segnali minimi, quasi impercettibili».

Le balze: strumento prezioso per cavalli educati
Quanto conta l’introspezione nel percorso di un cavaliere?
«Conta moltissimo. “Be true to yourself” significa riconoscere i propri limiti tecnici ed emotivi. Non è un invito alla perfezione, ma alla consapevolezza.
Pat è anche un maestro nell’aiutare i cavalieri a superare le proprie paure. Per diventare un “fair leader”, un leader corretto e leale, bisogna prima essere onesti con se stessi».
Il Californio Style ha una forte dimensione storica. Quanto è importante per Pat?
«È fondamentale. Pat racconta spesso le origini dello stile, che risalgono ai vaquero spagnoli. L’imboccatura simbolo, lo Spade bit, rappresenta il massimo livello di fiducia.
Nel suo utilizzo corretto, non serve ad agire con forza, ma a comunicare in modo sottile, attraverso il corpo. È quasi un complimento al cavallo».
Anche nel roping l’approccio di Pat Puckett è ben definito.
«Sì, insegna uno stile di roping rispettoso di cavallo e bovino, con il minimo impatto possibile. Lo si può vedere nei suoi video e nel DVD “Californio Style Roping”.
Consiglio anche i suoi libri, “In the Words of a Reinsman” e “So You Want to Be a Cowboy”, che racchiudono sia aspetti tecnici sia la storia dei suoi cinquant’anni di esperienza».
Se dovesse descrivere i Puckett con un’immagine o una canzone?
«Direi “Cowboy Honor Poem” di Matt Robertson. A mio parere rappresenta perfettamente la loro etica e il loro modo di vivere l’horsemanship».
Qui il sito dell’associazione Pievecavalli che cura l’unica biblioteca equestre, pubblica e gratuita, che c’è in Italia!
E qui il canale Youtube di Pat Puckett e sua moglie Deb.
























